Furore

Benvenuti al Residence EdenUna villa immersa nella naturale bellezza della Costiera Amalfitana, tra il verde dei vigneti e l'azzuro del mare

Furore - Amalfi Coast

Furore:La perla della Costa d'Amalfi

Percorrendo la Costiera Amalfitana, lungo l'amalfitana (Strada Statale 163) non noterete questo paesino disposto ordinatamente lungo la costa, perché il Fiordo di Furore si nasconde e si lascia scoprire solo dai visitatori che sanno e vogliono cercarlo. Il resto del paese è invisibile allo sguardo e si trova lassù, nascosto tra le montagne. Furore è un borgo lacerato in due: da un lato c'è la sua marina, ovvero il Fiordo, con la sua possenza e straordinarietà, dall'altro il paese, con le sue case sparse lungo il costone.
Potrete incamminarvi tra i sentieri e i vicoletti avidamente strappati alla roccia per ammirare giardini colorati e vigne, pergolati e terrazze a strapiombo sul mare, chiese, campanili e cupole arabeggianti. Il panorama che offre questa terra è disarmante, con il maestoso fiordo che avanza impavido sul mare e la cittadina tutta che sembra voler fare un tuffo in quelle acque cristalline. La tranquillità che avvolge le strade sinuose di Furore, vi immergerà in un'atmosfera magica e sognante. Le rocce a strapiombo, la vegetazione che mendica un po' di spazio nelle fessure delle pareti aride, i gruppi di case che lottano contro la ribellione del territorio, l'ammaliante suono delle onde che si infrangono sulla costa, Furore è tutto questo e anche molto di più...

"Le case tranquille sognanti, la rosea vaghezza dei poggi, discendono al mare in isole, in ville, accanto alle chiese..."

Così Alfonso Gatto raccontava Furore. Seguendo i tornanti collinari di una strada incisa nel verde (l'Amalfi-Agerola) si arriva a Furore, "il paese che non c'è". Infatti, più che un paese, è uno sparso abitato, dove le case non stanno una accanto all'altra ma spuntano da costoni di roccia. La loro funzione era di presidiare la campagna. Il borgo del Fiordo, invece, è ai piedi della rupe, lungo la statale Amalfitana fra Amalfi e Positano.

La Terra del Furore è l'altra faccia della costiera, quella "dove i rumori non sono altro / che una lieve imperfezione del silenzio". "Luogo caro agli dei - l'ha definito Katia Salvini -, un giardino pensile abbarbicato alla montagna e proteso sul blu del mare e del cielo".

Con le sue case sparse, sembra nato da un mazzo di carte sparpagliato dal vento. Sui ripidi fianchi del canyon, o su qualche omerica rupe discoscesa, potrebbe celarsi una divinità addormentata: un nudo fauno, rievocato dagli eretici dell'amore libero, o una sirena, avvistata da una scalinatella, da una barca sul mare o dal sentiero dell'agave in fiore.


Murales di Furore

Il Fiordo di FuroreL'alcova segreta di Anna Magnani e Roberto Rossellini

Anna Magnani e Roberto Rossellini si conobbero, lavorarono insieme e si innamorarono in maniera travolgente durante la lavorazione di Roma, città aperta.

Il film Amore fu frutto di una decisione di Roberto ed Anna di fare un altro lavoro insieme dopo Roma, città aperta. Esaminarono centinaia di progetti ed idee. Alla fine decisero che si sarebbe dovuto girare un episodio di quaranta minuti con Anna da sola in scena. Una sorta di monologo preso dal dramma teatrale La voce umana di Cocteau, in cui la Magnani recitava in una camera da letto, parlando al telefono con il suo amante, dando fondo a tutti i sentimenti che le erano propri, speranza, gelosia, disperazione, rancore, umiliazione.

Il secondo episodio avrebbe avuto per scenario alcuni posti caratteristici della Costiera Amalfitana: Maiori, il Fiordo e la chiesa di San Michele a Furore, per le loro spiccate caratteristiche formali ed ambientali che bene si prestavano a fare da cornice alla "favola" ideata da Fellini. In quel periodo i rapporti tra Anna e Roberto erano buoni ma burrascosi come i loro caratteri che si scontravano spesso. I due acquistarno due Monazzeni al Fiordo, rifugio perfetto per la loro Furia d'Amore


I sentieri di Furore

Sentiero della Volpe Pescatrice

da Furore centro al Fiordo
Sentiero Volpe Pescatrice - Furore

Più che di un sentiero si tratta di una scalinata da circa tremila gradini. È detta della Volpe Pescatrice in omaggio al contadino-pescatore delle nostre parti, innamoratissimo della sua terra, è costretto a spingersi a mare per bisogno, per fame. Questa figura è simboleggiata su un antico bassorilievo conservato a Positano, sul quale è effigiata la cosiddetta “Pistrice” e sotto di essa una volpe che insegue dei pesci. Una sorta di mostro mitologico con il corpo di lumaca, la testa di fiera e la coda di pesce: la casa (la lumaca) posta fra collina e mare. L’essenza di questo territorio, il cui abitante (la volpe) è storicamente un contadino che per necessità si spinge a mare, ma torna puntualmente a casa. Questo percorso attraversa “petingoli” più o meno angusti e ripidi. Frequentatissimo fino a che non sono state costruite le strade rotabili, sono pochi oggi i Furoresi e moltissimi i turisti che se ne servono. Tempo di percorrenza: in discesa quaranta minuti: in salita un’ora e quindici minuti. Difficoltà: medio alta in salita, medio bassa in discesa.

Sentiero dell'Agave in Fiore

da Punta Sant’Elia a Marina di Praia
Sentiero Agave in Fiore - Furore

Lasciata la romantica Passeggiata dell’Amore s’imbocca il sentiero che va verso la Tenuta la Picola (termine che sta a indicare un fondo agricolo fatto di piccoli terrazzamenti irregolari). Si arriva a Grottole davanti all’antro del mitico Polifemo, che da questa “discoscesa rupe sopra l’onde pendente” di omerica memoria invocando la vendetta di suo padre Nettuno, scaglio il grande masso verso la barca di Ulisse ancorata sotto costa, senza riuscire a colpirla. Tra le balze aspre e selvagge, si scende fino alla spiaggi a della Praia, immergendosi in un borgo da favola. Appendice di straordinario fascino è la passeggiata cosiddetta terramare che di scoglio in scoglio porta sotto la Torre Asciola e poco più in là all’Africana, magica location per gli amanti delle notti in bianco… Tempo di percorrenza: quaranta minuti in discesa, un’ora in salita. Difficoltà: media